Turni massacranti, carichi di lavoro insostenibili e una catena di comando troppo rigida: lo stress lavoro-correlato sta diventando un problema sempre più grave tra i carabinieri. A lanciare l’allarme è il Nuovo Sindacato Carabinieri – Segreteria Veneto, che chiede misure concrete per tutelare il benessere psicofisico del personale.
Norme inapplicate e pressioni gerarchiche
Nonostante il D.Lgs. 81/2008 imponga la valutazione dello stress nei luoghi di lavoro, nell’Arma la normativa spesso rimane inapplicata. Il problema più critico? Le pressioni gerarchiche. La rigidità della catena di comando può trasformarsi in un vero e proprio fattore di rischio psicosociale, aumentando ansia, burnout e disturbi psicosomatici. Recenti studi confermano che un ambiente autoritario e oppressivo nelle forze di polizia è tra le principali cause di depressione e disturbo post traumatico da stress.
I numeri preoccupano
Secondo i dati raccolti dalle ASL, il 70% dei casi di stress lavoro-correlato sfocia in problemi psichiatrici. In un contesto militare, dove esprimere il proprio disagio può portare a ripercussioni, il rischio diventa ancora più alto.
Le proposte del sindacato
Per affrontare questa emergenza, il NSC Veneto chiede:
Applicazione effettiva delle normative sulla sicurezza.
Sportelli di ascolto psicologico con professionisti esterni.
Revisione dei turni per garantire il recupero psico-fisico.
Formazione sulla leadership positiva per i comandanti.
Monitoraggio costante del disagio lavorativo.
L’appello del NSC Veneto: “Si lavora bene solo dove si vive bene”
Il sindacato non intende arretrare. “Un comandante non è solo un superiore, ma deve essere un punto di riferimento per i propri uomini. Lavorare in un ambiente sano è un diritto, non un privilegio”, sottolinea il NSC Veneto. Ed è per questo che la Segreteria Regionale Veneto, in sinergia con l’Ufficio Psicologia del Nuovo Sindacato Carabinieri, di cui il Segretario Regionale Veneto Niccolò Foroni fa parte, interesserà il Comando Legione Veneto e il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri per sensibilizzare l’Amministrazione su questa tematica tanto delicata che influisce non soltanto sul benessere psico-fisico dei lavoratori, ma anche, di conseguenza, sulla qualità del lavoro prodotto da essi e pertanto sull’efficienza dell’Amministrazione intera.
Di fronte a questa realtà, l’Arma non può più restare in silenzio. Il benessere dei carabinieri deve diventare una priorità assoluta, perché chi garantisce sicurezza ai cittadini ha il diritto di operare in condizioni dignitose e sostenibili.
La Segreteria Regionale Veneto del Nuovo Sindacato Carabinieri