La Legge è uguale per tutti, la missione è interforze ed ogni operatore di polizia svolge il medesimo servizio e pertanto beneficia in egual maniera delle norme e dei diritti spettanti. Ma per i Carabinieri, il trattamento sembrerebbe differente.
Accade in Albania, presso il centro di accoglienza SEIJIN-GJADER, dove, per tutti gli operatori impiegati, viene data puntuale applicazione alla Legge del 21/07/2016 n. 145 che norma “Disposizioni concernenti la partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali”.
Tuttavia, ai Carabinieri impiegati in questa missione, sembrerebbe non possa venir riconosciuto il diritto al riposo “extra” previsto dall’art. 15 della suddetta Legge, che prevede “2,5 giorni al mese a titolo di riposo e recupero delle energie psico-fisiche, da fruire anche fuori del teatro operativo e in costanza di missione”.
Il 14 marzo 2025 il Nuovo Sindacato Carabinieri, su input della Segreteria Regionale Lombardia, ha interessato il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri affinché faccia chiarezza sugli aspetti giuridici del beneficio di cui sopra, e possa prevenire ed evitare spiacevoli disparità di trattamento per i nostri Carabinieri in servizio presso il centro accoglienza SEIJIN-GJADER in Albania. Come spesso accade, mentre le altre FF.OO. fruiscono dei benefici di legge, i Militari della Benemerita rischiano di essere trattati come figli di un dio minore. Nella questione in oggetto, gli operatori della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, usufruiscono infatti regolarmente di un giorno di riposo extra ogni quindici giorni di servizio prestati nel centro. E ai nostri colleghi carabinieri? Attualmente parrebbe che il beneficio venga loro negato, con l’affermazione che i carabinieri non sarebbero in missione in territorio estero alla pari degli operatori delle altre Forze di Polizia. Forse stiamo scoprendo che l’Albania è territorio italiano…? Attendiamo notizie da Viale Romania, che è sicuramente in Italia!
Roma, 14 marzo 2025
Nuovo Sindacato Carabinieri